Scacchi spaziali (4° parte)

Un racconto brevissimo di Arthur C. Clarke, realizzato per una scommessa: riuscire a ideare una storia di fantascienza che potesse essere scritta a macchina su una cartolina (postale)!
I frammenti incandescenti della Terra riempivano ancora metà del cielo, quando la domanda del Circuito Interrogatore arrivò al Computer Centrale.

“Perché abbiamo dovuto farlo? Anche se erano organismi semplici, avevano raggiunto un’intelligenza di terzo livello”

“Non c’era altra scelta. Le prime cinque unità di circuito spedite sul loro pianeta sono rimaste irrimediabilmente contaminate non appena entrate in contatto.”

“Contaminate? E come?”

Passarono alcuni microsecondi mentre il Computer Centrale esaminava i dati, scarsi e frammentari, filtrati attraverso il circuito censore prima che la sesta unità di ricognizione ricevesse l’ordine di autodistruggersi.

“I nostri circuiti si sono travati di fronte a…ad un problema impossibile da analizzare completamente entro il tempo di vita dell’universo. Implicava soltanto sei operatori, ma i nostri circuiti ne sono rimasti sopraffatti e patologicamente ossessionati.”

“Come è potuto succedere?”

“Non lo sappiamo e non lo sapremo mai. Ma se quei sei operatori venissero riscoperti sarebbe la fine dell’analisi razionale.”

“Come si può riconoscerli?”

“Non sappiamo nemmeno questo. Il circuito censore ha lasciato filtrare soltanto i loro nomi e sei nomi non significano niente.”

“Devo saperli ugualmente!”

Il circuito censore entrò in funzione, ma non poté bloccare la risposta.

“Eccoli: Re, Donna, Alfiere, Cavallo, Torre e Pedone.”

Scacchi spaziali (2° parte)

La prima comparsa degli scacchi sulla Stazione Spaziale si ebbe durante la missione spaziale Expedition 17 (agosto 2008).

Li portò a bordo Greg Chamitoff, astronauta NASA.

La scacchiera era in velcro: ultra leggera per questioni di protocollo, magnetica , in modo che i pezzi non svolazzassero dappertutto, data l’assenza di gravità, e con i pezzi abbastanza grandi da poter esser distinti in video.
Contro Chamitoff giocò il personale dei centri di controllo di Houston e di Mosca, e di quelli in Germania, Giappone e Francia. Tutti si procurarono una scacchiera con la quale seguire le mosse e, all’interno di una stessa partita, si alternarono al gioco contro Chamitoff.

Le mosse sono disponibili anche sul sito della NASA.

Base spaziale – Base terra

Partita di Donna

1. d4 d5 2. Cc3 c6 3. Af4 Cf6 4. Cf3 Cbd7 5. e3 e6 6. Ce5 Da5 7. Ad3 C:e5 8. A:e5 Aa3 9. Dc1 Ab4 10. 0-0 b6 11. a4 Aa6 12. Cb5 0-0 13. A:f6 g:f6 14. c3 c:b5 15. Td1 Tac8 16. a:b5 A:c3 17. T:a5 A:a5 18. Db1 Ab7 19. b4 f5 20. b:a5 b:a5 21. Tc1 a4 22. T:c8 A:c8 23. Db4 Ad7 24. D:a4 Tc8 25. D:a7 Tc1+ 26. Af1 Ac8 27. b6 Rg7 28. b7 A:b7 29. D:b7 Rf6 30. f3 abbandona.

Scacchi spaziali (1° parte)

La prima partita tra astronauti giocata nello spazio venne disputata nel giugno 1970 fra i due componenti l’equipaggio della ‘Soyuz 9’, Vitaly Sevastianov e Adrian Nikolajev, e terminò pari dopo 36 mosse. In occasione della medesima spedizione venne anche disputato un incontro tra i due cosmonauti e due addetti del Centro di controllo a Terra di Baikonur , Nikolai Kamanin e Viktor Gorbatko; la partita fu giocata il 9 giugno tra la 141a e la 144a orbita della Soyuz e durò sei ore, anche perché doveva essere interrotta ogni volta che la navetta spaziale si trovava sulla faccia non visibile della Luna.

Soyuz 9 (Nikolajev-Sevastianov) – Base Terra (Kamanin-Gorbatko)

Gambetto di Donna accettato
1. d4 d5 2. c4 d:c4 3. e3 e5 4. A:c4 e:d4 5. e:d4 Cc6 6. Ae3 Ad6 7. Cc3 Cf6 8. Cf3 0-0 9. 0-0 Ag4 10. h3 Af5 11. Ch4 Dd7 12. Df3 Ce7 13. g4 Ag6 14. Tae1 Rh8 15. Ag5 Ceg8 16. Cg2 Tae8 17. Ae3 Ab4 18. a3 A:c3 19. b:c3 Ae4 20. Dg3 c6 21. f3 Ad5 22. Ad3 b5 23. Dh4 (debole, 23. g5! era vincente) g6 24. Cf4 Ac4 25. A:c4 b:c4 26. Ad2 T:e1 27. T:e1 Cd5 28. g5 Dd6 29. C:d5 c:d5 30. Af4 Dd8 31. Ae5+ f6 32. g:f6 C:f6 33. A:f6+ T:f6 34. Te8+ D:e8 35. D:f6+ Rg8 patta.

La seconda partita spaziale fu giocata in data 8 luglio 1974 dai cosmonauti P.Popovic e Y.Artjukin della ‘Soyuz 14’ dopo il trasferimento nel laboratorio della stazione orbitale ‘Saljut 3’, durante una giornata di riposo. Ne ha dato notizia la Tass. Una partita a scacchi era in corso anche in occasione della missione del Columbia nel 2003, poi conclusasi tragicamente con l’esplosione della navetta durante il rientro sulla Terra. Giocavano Don Pettit dalla base terrestre e William, “Willie” McCool sulla Columbia: questi aveva messo tra le sue note caratteristiche la passione per gli scacchi e scritto di aver fatto parte della squadra della scuola quando frequentava le superiori a Lubbock in Texas. La partita proseguì anche durante il rientro della navicella. Poco prima della tragedia McCool aveva inviato la sua mossa. Pettit aveva risposto “Ecco la mia mossa. Stai in guardia!” ma forse il messaggio non giunse mai a destinazione. Le mosse della partita sono state secretate dalla NASA come “top-secret”.