Il Cinquecento (parte 5)

Il terzo campione del mondo ufficioso, due Santi scacchisti, e qualche curiosità

Concludiamo la panoramica sui primi ‘campioni del mondo ufficiosi’ con brevi note relative a Paolo Boi, nel Cinquecento terzo miglior giocatore in ordine di tempo dopo Ruy Lopez e Leonardo da Cutro.

 

Paolo Boi

 

Paolo Boi, detto il Siracusano (1528-1598), fu protetto da papa Pio V, che, come abbiamo visto precedentemente,  gli promise un importante beneficio purché indossasse l’abito talare, ma Boi rifiutò.

Viaggiò mezzo mondo sempre giocando a scacchi ed è stato calcolato che abbia guadagnato negli anni oltre 30 mila scudi. A differenza di Leonardo da Cutro era di alta statura e più rapido nel gioco. Sembra anche che riuscisse a giocare 3 partite contemporaneamente alla cieca.

Anche per Paolo Boi ci sono racconti simili a quelli su Leonardo: il Siracusano sarebbe stato infatti catturato dai pirati turchi, avrebbe sfidato il loro capo a scacchi, non solo riconquistando la libertà ma vincendo anche 2 mila zecchini.

Mentre Leonardo da Cutro era in Portogallo, Paolo Boi era rimasto a Madrid battendo quanti osavano misurarsi con lui. Egli ebbe pure l’onore di giuocare alla presenza di Filippo II il quale gli attestò la sua stima donandogli una pensione annua, da pagarsi dalla di lui città nativa, Siracusa.

Paolo Boi morì a Napoli a 70 anni: secondo alcune fonti anche lui sarebbe morto avvelenato, per mano di un servitore che voleva rubargli il denaro; in realtà sembra sia morto per aver preso troppo freddo dopo una giornata trascorsa a caccia. In ogni caso gli vennero tributate esequie molto sontuose e al funerale presenziarono tutte i personaggi più importanti della città. Leggi tutto “Il Cinquecento (parte 5)”

Il Cinquecento (parte 1)

Marco Girolamo Vida – papa Leone X –santa Teresa di Avila

Nel Cinquecento il gioco degli scacchi si diffuse a macchia d’olio.

E i migliori giocatori divennero veri e propri professionisti, che giravano il mondo e si affrontavano nelle sfide finanziate dai diversi sovrani e nobili.

E tuttavia, almeno formalmente, perdurava la condanna del gioco da parte della Chiesa.

Ma nel 1513 si verificò quella che possiamo considerare la svolta: l’11 marzo venne eletto papa con il nome di Leone X, Giovanni de’ Medici (secondogenito di Lorenzo il Magnifico e Clarice Orsini), che grande appassionato di scacchi fin da giovane continuò anche da papa ad essere un importante mecenate per i giocatori dell’epoca.

I Medici erano rientrati a Firenze l’anno prima e non va dimenticato che allontanarono dagli incarichi Niccolò Machiavelli, che poi anzi per un sospetto di congiura fu imprigionato e sottoposto a tortura. Liberato, tra il luglio e il dicembre del 1513 si diede alla stesura de “Il Principe”, che anche se indirettamente pure contribuì ad alleggerire la condanna degli scacchi.

Ma prima di parlare di Leone X, occupiamoci di un altro personaggio di quel periodo, pure molto importante per la storia del gioco, che ebbe per mecenate e protettore proprio papa Leone X: si tratta di Marco Girolamo Vida. Leggi tutto “Il Cinquecento (parte 1)”