Il Cinquecento (parte 9)

Spigolature e curiosità

Nel corso del Cinquecento furono scritti numerosi trattati allo scopo di ammaestrare i più giovani alla vita di corte e alla funzione si segretari dei vari Signori; in alcune di queste opere vengono citati gli scacchi, anche se spesso solo con qualche semplice accenno.

Un esempio tipico ci viene da uno scritto ‘minore’ di Giovan Battista Giraldi (Ferrara, 1504-1573). Giraldi compose testi che lo resero famoso. Lo scritto ‘minore’ in cui parla di scacchi è del 1569 e si intitola “Discorso … intorno a quello che si conviene a giovane nobile & ben creato nel servire un gran Principe”.

Stralciamo: “(Il giuoco) de gli scacchi è degnissimo di Gentiluomo, perché porta egli seco, vie più che gli altri, una aperta sembianza di battaglia che agguzza meravigliosamente lo ingegno: et fa l’huomo accortissimo et nell’offendere et nel difendere. /…/ Perché il giuoco de scacchi pende tutto dalla industria dell’ingegno et dalla avedimento di chi sa anti vedere quello che bisogna fare per la vittoria. Et se non che m’incresce la lunghezza del tempo che va in simile giuoco, io direi che a questo solo si desse il nostro Giovane, come a degno di ogni gran Principe. /…/ Però se il Giovane conoscerà che ciò nol distorni dal servigio del Signore, lascerà gli altri giuochi a coloro che sono di minore ingegno /…/”

Una bella conclusione a favore degli scacchi! Leggi tutto “Il Cinquecento (parte 9)”

Il Cinquecento (parte 6)

Il primo testo scacchistico originale italiano

 

Il primo testo scacchistico originale scritto da un italiano fu scritto nel 1593 da Orazio Gianutio; titolo:  “Libro nel quale si tratta della maniera di Giuocar a Scacchi. Con alcuni sottilissimi Partiti”.

Primo in quanto le opere che allora circolavano erano traduzioni dei testi di Damiano, che era portoghese, e di Ruy Lopez, che era spagnolo; e primo in quanto un altro libro scritto da Gerolamo Cardano a metà del Cinquecento è andato perduto.

Iniziamo dal libro di Orazio Gianutio.

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