L’evoluzione dei pezzi

In origine i pezzi erano più o meno gli stessi di oggi, salvo la Donna che non esisteva; il loro movimento era per alcuni diverso dall’attuale.

La attuale Donna era inizialmente il ‘generale’ (o consigliere) agli ordini del Re; ma a volte poteva anche rappresentare la “tenda di comando” dove nella realtà il Re, comandante supremo, si ritirava per decidere le strategie della battaglia o per riposare; si chiamava ‘fersa’ e muoveva di un solo passo alla volta in diagonale; quindi movimento e potere ridottissimi. 

L’Alfiere, che in origine era raffigurato da un elefante, in quanto rappresentava appunto le truppe su elefante, muoveva in diagonale con un raggio di azione massimo di due sole caselle alla volta.

Il Re come oggi muoveva di un passo, ma non esisteva il movimento dell’arrocco.

Torre e Pedone non hanno subito modifiche sostanziali.

pezzi scacchi reperti archeologici

La Torre (Rukh), che alle origini era il “carro da guerra” – ma che in Russia fu trasformato in un vascello – aveva movimento identico all’attuale: anche per la Torre mancava la mossa dell’arrocco.

Il Pedone, che rappresentava la fanteria, come oggi avanzava diritto e catturava in diagonale; qualche differenza rispetto a oggi si aveva per la promozione e in origine non era prevista la presa al passo.

Il solo pezzo che nel corso dei secoli non ha subito cambiamenti al suo movimento è il Cavallo, che rappresentava la cavalleria: ha avuto sin dalle origini – anche prima che il gioco fosse a due, quindi già in India quando si giocava in 4 – il medesimo particolare movimento ‘a salto’.

Un movimento che incuriosì subito, tanto che il problema di far percorrere al Cavallo tutte le 64 caselle della scacchiera con 63 salti consecutivi – toccando dunque tutte le caselle una sola volta  – fu proposto già dagli antichi matematici indiani. Ne parleremo più ampiamente in seguito.

 Modifiche al movimento dei pezzi  in Europa

Gli scacchi arrivarono in Europa grazie agli Arabi nel X secolo, dalla Spagna e dalla Sicilia. Più o meno all’inizio dell’anno Mille gli europei apportarono ai pezzi del gioco alcune modifiche.

La Donna

Il cambiamento principale, sotto molti aspetti epocale, apportato al gioco dagli europei fu far sparire il pezzo che rappresentava il ‘generale/consigliere’ agli ordini del Re e far subentrare al suo posto quello che attualmente è il pezzo principale del gioco: la  “Regina”, che nel gergo tecnico viene chiamata “Donna”.

Se, data la mentalità dell’epoca e le concezioni vigenti in Iran e nell’Islam in generale, una donna proprio non avrebbe potuto trovar posto in un gioco che rappresentava una battaglia seppure in miniatura, era del tutto ovvio, invece, anzi si potrebbe dire obbligatorio, che data la diversa concezione della figura femminile da parte degli occidentali il Re avesse accanto una Regina.

Il pezzo, però cambiò solo l’aspetto esteriore, poiché movimento e potere restarono ridottissimi. Ma lentamente le cose erano destinate a cambiare.

Le modifiche iniziarono con la possibilità attribuita alla Regina di saltare di due passi in qualunque direzione; poi la Regina andò via via aumentando la sua potenza fino ad assumere  il movimento attuale verso la fine del Quattrocento.

regina-scacchi

La Donna era inizialmente conosciuta con il suo nome arabo, ‘Firz’ o ‘Firzin’, che significava ‘uomo saggio’ o ‘ consigliere’. Quando il gioco arrivò in Europa il pezzo fu chiamato ‘fers’. Questo nome è rimasto praticamente immutato in Russia, mentre in quasi tutto il resto d’Europa da ‘fers’ si passò a  ‘fierge’, il che può aver fatto sì che venisse interpretato come ‘vierge’ (giovane donna). Comunque in generale il pezzo all’inizio fu indicato come ‘dama’ e così si chiama ancora, per esempio, in Francia, Spagna e Germania. Il passaggio da ‘dama’ a ‘regina’ fu suggerito con molta probabilità dal voler mantenere la generale simmetria della posizione iniziale, mentre il cambio di genere – da maschile a femminile – fu forse dovuto al desiderio di fare una ‘coppia’ con i pezzi centrali. Inizialmente quest’ultimo cambiamento influenzò le regole del gioco: mentre non c’erano state  obiezioni per la presenza di più di un ‘Firz’ nello stesso tempo sulla scacchiera, obiezioni furono fatte, in particolare dalla Chiesa, al fatto che un giocatore avesse due o più Donne (il Re sarebbe stato bigamo) e al cambio di sesso del Pedone una volta arrivato all’ottava traversa (promozione); alcune nazioni superarono queste obiezioni stabilendo che non si poteva promuovere (a Donna) fino a che la Donna originale non era stata catturata e cambiando il nome del Pedone in ‘Pedona’.

L’Alfiere

Il pezzo in origine rappresentava le truppe su elefante: in Europa però gli elefanti non erano e non sono particolarmente diffusi e così quando il gioco giunse in Europa ecco che venne in aiuto il nome arabo dell’elefante, al-fil ( o al-pil).

E’ evidente che in Italia, così come in Spagna, la denominazione del pezzo come “Alfiere” fu del tutto ovvia, anche tenendo presente la posizione iniziale del pezzo, accanto al Re da una parte e alla Regina dall’altra.

In Francia, invece, l’assonanza fonetica portò a Fou, ovvero “il pazzo” o “il giullare”. E in Germania a “Laufer”, “il corridore”.

Un paese che non badò alla fonetica fu l’Inghilterra, dove la stilizzazione delle zanne dell’elefante fece invece venire in mente una tiara, cioè il copricapo dei vescovi; ed ecco nascere il termine “Bishop” – vescovo, appunto – per designare il pezzo.

Quanto al movimento, dall’iniziale salto di due caselle alla fine del Quattrocento l’Alfiere estese il suo dominio su tutta la diagonale su cui si trovava.

Il Pedone

Una delle principali modifiche relative al movimento del Pedone, fu il permesso di avanzare di due caselle alla sua prima mossa,  abolendo la possibilità di iniziare la partita avanzando di una casella due Pedoni. In seguito si arrivò alla ‘presa al passo’ e alla promozione con le regole attuali, definitivamente adottate solo nel 1851 in occasione del grande torneo di Londra.

A proposito della promozione, va ricordato che nel secolo XV, promuovere un Pedone a Donna avendone già una sulla scacchiera era considerato sconveniente in quanto simboleggiava l’adulterio.  Però nel  XVII secolo in Spagna il Pedone poteva essere esclusivamente promosso a Donna.  Nel XVI secolo in Italia, Francia e Germania si poteva sostituire il Pedone solo con un pezzo già catturato: ben presto questa regola rimase in vigore solo in Italia (dove il Pedone poteva restare fermo in attesa di una cattura ed era detto ‘sospeso’), poiché nel resto dell’ Europa venne accettata la moderna molteplicità della promozione.  In alcune Nazioni si poteva promuovere il Pedone ad un pezzo avversario se in questo modo si provocava lo stallo (che concludeva la partita in parità), salvando una partita altrimenti persa. 

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***INTERLUDIO

La posizione della scacchiera

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 E’ costume comune di tutti i giocatori di collocare gli scacchi in questo modo: cioè che le ultime case dei rocchi dell’una e dell’altra parte contraria, cioè che dalla parte dei Bianchi quello del Re, e dalla parte negra quello della Regina, siano case bianche. Ma quale sia la ragione, sino ad oggi non ho trovato …. onde la più sufficiente ragione è della antichità dell’uso.Ruy Lopez, “Libro de la invencion liberal y arte del juego del Axedrez”, traduzione italiana, Venezia 1584.