Giornalisti scacchisti – Piero Ottone

In Italia, a partire dal 1970, la lotta per il potere si è invece ridotta ai termini essenziali; è una lotta nuda, in cui sembra che il potere sia fine a se stesso. I protagonisti di questa lotta, Craxi, De Mita, Forlani, Andreotti, Natta, Spadolini, non si combattono nel nome di programmi diversi; non si contendono i posti di comando per conseguire determinati obiettivi; non discutono di argomenti concreti. Sembra piuttosto che stiano disputando una partita a scacchi: il giocatore cerca di battere l’avversario per il semplice gusto di batterlo, e soltanto a questo fine compie le sue mosse. Ho detto che questo modo di far politica si è instaurato in Italia in un certo periodo. Mi correggo. Una spiccata tendenza a giocare a scacchi è presente da quando è nata la Repubblica; forse esisteva anche prima ed è insita nel carattere nazionale. Giocavano a scacchi anche Saragat e Malagodi, quando decidevano improvvisamente di far cadere un governo o di concludere una alleanza.
Piero Ottone, “Il buon giornale”

Scacchi spaziali (4° parte)

Un racconto brevissimo di Arthur C. Clarke, realizzato per una scommessa: riuscire a ideare una storia di fantascienza che potesse essere scritta a macchina su una cartolina (postale)!
I frammenti incandescenti della Terra riempivano ancora metà del cielo, quando la domanda del Circuito Interrogatore arrivò al Computer Centrale.

“Perché abbiamo dovuto farlo? Anche se erano organismi semplici, avevano raggiunto un’intelligenza di terzo livello”

“Non c’era altra scelta. Le prime cinque unità di circuito spedite sul loro pianeta sono rimaste irrimediabilmente contaminate non appena entrate in contatto.”

“Contaminate? E come?”

Passarono alcuni microsecondi mentre il Computer Centrale esaminava i dati, scarsi e frammentari, filtrati attraverso il circuito censore prima che la sesta unità di ricognizione ricevesse l’ordine di autodistruggersi.

“I nostri circuiti si sono travati di fronte a…ad un problema impossibile da analizzare completamente entro il tempo di vita dell’universo. Implicava soltanto sei operatori, ma i nostri circuiti ne sono rimasti sopraffatti e patologicamente ossessionati.”

“Come è potuto succedere?”

“Non lo sappiamo e non lo sapremo mai. Ma se quei sei operatori venissero riscoperti sarebbe la fine dell’analisi razionale.”

“Come si può riconoscerli?”

“Non sappiamo nemmeno questo. Il circuito censore ha lasciato filtrare soltanto i loro nomi e sei nomi non significano niente.”

“Devo saperli ugualmente!”

Il circuito censore entrò in funzione, ma non poté bloccare la risposta.

“Eccoli: Re, Donna, Alfiere, Cavallo, Torre e Pedone.”

Scacchi spaziali (3° parte)

Nel 2009 nuova partita spaziale a scacchi.

Protagonista lo svedese Christer Fuglesang, che però ha fatto una cosa più “divulgativa”, giocando contro i lettori del quotidiano Dagens Nyheter. Ha iniziato la partita quando ancora era in quarantena prima della partenza e l’ha conclusa poco prima del rientro dallo spazio nella Edwards Air Force Base (California). E’ stato in orbita dal 28 agosto all’11 settembre 2009, viaggiando con lo Shuttle Discovery STS-128 e lavorando sulla Stazione Spaziale Internazionale. Giocava anche lui con una scacchiera in velcro.

I lettori del giornale potevano scegliere fra tre mosse proposte dalla Redazione; quella più votata era spedita nello spazio. Fuglesang ha detto di aver giocato bene quando era sul Discovery perché aveva tempo per pensare, mentre quando era nella Stazione Spaziale è stato costretto a muovere in fretta in quanto il lavoro lo impegnava molto. Per questo, ha aggiunto, ha commesso un paio di brutti errori (ma non ha specificato quali).

Alla fine, a ricordo della partita, ha ricevuto in regalo un dischetto con i programmi Fritz 11 e Rybka, autografato da 5 campioni del mondo (Boris Spassky, Anatoli Karpov, Garry Kasparov, Vladimir Kramnik e Viswanathan Anand). Stesso premio per una lettrice del giornale che aveva partecipato alla partita.

Fuglesang – Lettori Dagens Nyheter

Gambetto di Donna accettato
1.d4 d5 2.c4 d:c4 3.Nf3 Nf6 4.e3 Bg4 5.B:c4 e6 6.h3 Bh5 7.0-0 Be7 8.Nc3 0-0 9.g4 Bg6 10.Ne5 Nbd7 11.N:g6 f:g6 12.B:e6+ Kh8 13.f3 Nb6 14.Qb3 c6 15.Ne2 Nfd5 16.e4 Nc7 17.Be3 N:e6 18.Q:e6 Bd6 19.Qb3 Qe7 20.Qd3 Rae8 21.Nc3 Qh4 22.Qe2 Nc4 23.Bf2 Q:h3 24.Be1 Ne3 25.Rf2 Qg3+ 26.Rg2 Q:f3 27.Q:f3 R:f3 28.e5 Bc7 29.Rg3? Rf1+ 30.Kh2 Nc2 0-1.

Una curiosità: anche il nostro astronauta Parmitano giocò durante la sua avventura spaziale; ma non a scacchi, bensì a dama.

Bob Dylan e Fabrizio De Andrè sono scacchisti

Bob Dylan sa giocare a scacchi . Nella galleria fotografica online di Bob Dylan, infatti, ci sono molte foto che lo ritraggono mentre gioca a scacchi.

Inoltre nella biografia scritta da Bob Spitz si  legge che quando gioca a scacchi Dylan muove le gambe nello stesso  caratteristico modo di quando canta!
Si dice inoltre che una volta il manager di Dylan abbia pagato Bobby  Fischer perché giocasse con il cantante.
(foto tratta da https://www.chess.com/clubs/forum/view/bob-dylan-songs?_locale=fr )

Fabrizio De Andrè sapeva giocare a scacchi. Nel libro “Un destino ridicolo”, scritto dallo stesso De Andrè con Alessandro Gennari (ed. Einaudi), infatti si legge: “(Fabrizio)  Senti, non hai una scacchiera? Non gioco da un sacco di tempo.” “(Alessandro) Ci metterei tutto il pomeriggio a cercarla, non gioco da vent’anni.”
(foto tratta da http://www.anobii.com/books/Un_destino_ridicolo/9788806142551/0117c84d93ed01247d)