Scacchi spaziali (4° parte)

Un racconto brevissimo di Arthur C. Clarke, realizzato per una scommessa: riuscire a ideare una storia di fantascienza che potesse essere scritta a macchina su una cartolina (postale)!
I frammenti incandescenti della Terra riempivano ancora metà del cielo, quando la domanda del Circuito Interrogatore arrivò al Computer Centrale.

“Perché abbiamo dovuto farlo? Anche se erano organismi semplici, avevano raggiunto un’intelligenza di terzo livello”

“Non c’era altra scelta. Le prime cinque unità di circuito spedite sul loro pianeta sono rimaste irrimediabilmente contaminate non appena entrate in contatto.”

“Contaminate? E come?”

Passarono alcuni microsecondi mentre il Computer Centrale esaminava i dati, scarsi e frammentari, filtrati attraverso il circuito censore prima che la sesta unità di ricognizione ricevesse l’ordine di autodistruggersi.

“I nostri circuiti si sono travati di fronte a…ad un problema impossibile da analizzare completamente entro il tempo di vita dell’universo. Implicava soltanto sei operatori, ma i nostri circuiti ne sono rimasti sopraffatti e patologicamente ossessionati.”

“Come è potuto succedere?”

“Non lo sappiamo e non lo sapremo mai. Ma se quei sei operatori venissero riscoperti sarebbe la fine dell’analisi razionale.”

“Come si può riconoscerli?”

“Non sappiamo nemmeno questo. Il circuito censore ha lasciato filtrare soltanto i loro nomi e sei nomi non significano niente.”

“Devo saperli ugualmente!”

Il circuito censore entrò in funzione, ma non poté bloccare la risposta.

“Eccoli: Re, Donna, Alfiere, Cavallo, Torre e Pedone.”