Scacchi e cinema (5° parte)

Altra pellicola scacchistica uscita in Italia è «La Regina degli Scacchi», film di Claudia Florio; protagonista Barbora Bobulova che impersona un’adolescente di provincia, fenomeno della scacchiera. La storia è ispirata molto liberamente ad un caso di cronaca nera italiana. La giovane Maria Adele Pieralisi non ricorda nulla della sua infanzia, è afflitta da un sanguinoso incubo ricorrente e si rifugia in un mondo ideale di ordine e matematica quale quello degli scacchi in cui eccelle. Un giorno conosce un giornalista locale che apparentemente si innamora di lei e la spinge ad andare alla ricerca del suo passato e di una madre che sembra misteriosamente scomparsa. «Nella metafora del racconto – spiega la regista – la soluzione viene dalla prima partita a scacchi che la giovane eroina perderà: non si accorge infatti che il pericolo viene dalla regina nera». (foto tratta da http://www.filmtv.it/film/22687/la-regina-degli-scacchi/ )Tra i telefilm, oltre a quelli già citati che prendevano spunto dalla macchina del Barone Von Kempelen e dall’uomo nascosto al suo interno, da ricordarne uno della serie “Colombo”, con i due personaggi scacchisti ispirati al match tra Fischer e Spassky. Il famoso tenente opera in una ambientazione molto curata e – cosa davvero degna di nota – anche la traduzione italiana del testo risulta corretta. Si dice che il regista sia ricordo alla supervisione di veri maestri di scacchi, ma appare tuttavia ridicolo che nella conclusiva esibizione in simultanea il campione giochi le 2 mosse iniziali che permettono all’avversario di dargli quello che agli scacchisti è noto come “matto degli imbecilli”!!!

Quanto alla produzione italiana, da ricordare uno dei telefilm della (vecchia) serie “Don Tonino” con Gigi e Andrea, regista Fosco Gasperi (quello del “Grande Fratello” edizioni 1 e 2) scacchista di prima categoria nazionale. E più di recente la fortunata serie “Don Matteo” in cui il prete, interpretato da Terence Hill, ovvero al secolo Marco Girotti (che a quel che si dice è realmente appassionato del gioco), in tutti gli episodi fa almeno una partita a scacchi con il Maresciallo interpretato da Nino Frassica. Il produttore ha detto che le partite a scacchi sono state imposte da Girotti stesso, che si dichiara realmente appassionato del gioco, ma spesso la telecamera ha inquadrato posizioni del tutto assurde e difficilmente ottenibili giocando correttamente…! Concludiamo con un accenno a noti attori sicuramente scacchisti: oltre a Bogart, possiamo citare Charlie Chaplin, John Wayne, Yves Montand e Bob Hope che in un programma televisivo nel 1972 giocò niente meno che con Bobby Fischer! JOHN WAYNE (dalla biografia “John Wayne, mio padre” di Aissa Wayne). ‘Mio padre era una persona concreta con propensione al lato fisico della vita. Ma a dispetto dell’immagine riduttiva che dava di sé – l’uomo del West rozzo che vive nel ranch – egli apprezzava l’arte: la sua collezione contava dei Renoir e dei Remington; preferiva il mare alle praterie; non amava i cavalli quanto si può pensare, li considerava poco più che strumenti di lavoro; era invece un buon giocatore di scacchi.’ Tra le ultime novità della cinematografia scacchistica un docufilm sul campione del mondo in carica, il norvegese Magnus Carlsen, girato nel 2016. E poi Pawn Sacrifice, docu-drama biografico diretto da Edward Zwick (L’ultimo samurai) su sceneggiatura di Steven Knight (La promessa dell’assassino). Tobey Maguire ha impiegato dieci anni per realizzare il suo sogno: portare sul grande schermo da produttore e attore il genio degli scacchi Bobby Fischer. Presentato al Festival di Toronto 2014, il film – budget da 16 milioni di dollari e una produzione a dir poco travagliata – ricostruisce le gesta di Fischer, dalla sua ascesa come asso degli scacchi negli anni Sessanta fino alla storica partita del 1972 contro il campione russo Boris Spassky (Liev Schreiber), match che ha segnato uno dei momenti più alti e drammatici della Guerra Fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Spiccano nel cast anche Peter Sarsgaard, Michael Stuhlbarg e Lily Rabe. “Gail Katz, nostro collega produttore, mi contattò per propormi l’idea di un film su Fischer”, ha raccontato Maguire a Variety. “Sapevo chi fosse Bobby, ho scavato nella sua vita e fatto delle ricerche. Ho preso tempo e ci ho pensato su, quando abbiamo iniziato la pre-produzione Fischer viveva da recluso in Islanda, era paranoico e credeva di essere vittima di una cospirazione. Non volevo affrontare questo aspetto, mi sembrava inappropriato. Ho pensato piuttosto fosse affascinante andare a fondo nel suo passato e analizzarne aspetti differenti: raccontare il personaggio Bobby Fischer ma nello stile di un film sportivo”.