Scacchi e cinema (4° parte)

I film dedicati agli scacchi sono non meno di un centinaio, ma pochissimi hanno avuto l’onore della versione italiana (per esempio “Mosse pericolose”, girato in Unione Sovietica) e ancor meno hanno avuto la possibilità di una distribuzione al di fuori dei cinema d’essai. Tra le pellicole di maggior successo in assoluto vanno ricordate “White snows of Russia”, biografia di Alekhine scritta da Kotov, girato in Russia. Poi “8×8”, film surrealista del 1956 di Hans Richter. Quindi “Black and White as Day is Knight”, studio sulla paranoia negli scacchisti, con scene tratte dai mondiali giocati tra il 1972 e 1978. Ed infine “Die Scachnovelle”, girato in Germania nel 1960 e tratto dal libro di Stefan Zweig “La novella degli scacchi”; il film è stato anche tradotto in inglese con il titolo “The Royal Game”. Ancor più numerose sono le pellicole nelle quali, a torto o a ragione, sono state inserite scene scacchistiche; da ricordare “Mezzogiorno e mezzo di fuoco” di Mel Brooks, “Blade Runner” di Ridley Scott. Una scena scacchistica famosa caratterizza il celebre film “Casablanca”: il regista (Michael Curtiz) ci offre un primo piano di Humphrey Bogart che gioca da solo (e poi analizza insieme a Peter Lorre). Finzione cinematografica? Forse no: Bogart era infatti un grande appassionato del gioco ed anche un discreto dilettante. Anzi, in una sua biografia si legge che da ragazzino si guadagnava da mangiare battendo a scacchi gli avventori di un bar vicino casa. Di Bogart si tramanda anche una partita (persa), giocata nel 1951, contro un maestro belga. Lo scrittore Antonio Costa ha fatto notare che nel film “Provaci ancora Sam” di Herbert Ross con Woody Allen, quest’ultimo riceve la visita di un amico che vuole consolarlo per essere stato abbandonato dalla moglie; e sulla scacchiera posata sul tavolino del soggiorno attorno al quale sono seduti i due amici è riprodotto la stessa posizione sulla quale stava analizzando Bogart in “Casablanca”! Alcuni anni fa giunse in Italia il film “La Difesa”, tratto dall’omonimo romanzo di Vladimir Nabokov (Pietroburgo, 23 aprile 1899 – Montreaux 2 luglio 1977), l’autore del celeberrimo “Lolita”: Nabokov, come noto, era un grande appassionato di scacchi. Molto apprezzato all’estero, in Italia il film non ha avuto particolare successo. “La Difesa” narra la storia di un campione a tal punto ossessionato dal gioco da perdere la ragione: alla fine si uccide, proprio quando stava per vincere la partita decisiva per la conquista del titolo mondiale. Bella la parte finale: mentre tutti affermano che il campione si è ucciso poiché la partita era persa, la fidanzata trova gli appunti scritti poco prima del folle gesto e chiede di completare l’incontro per onorare la memoria del suo amato. La combinazione finale di matto è un classico del gioco. Qualche errore anche qui nella traduzione italiana: spicca in particolare, mentre si vede il protagonista analizzare, un “se fa questa mossa gli attacco il castello” ed è evidente che il traduttore non sapeva che a scacchi il termine inglese ‘castle’ si traduce con ‘arrocco’