Scacchi al cinema (3° parte)

Sicuramente migliore un altro film muto dell’epoca “Le Joueur d’echecs“: fu girato in Francia nel 1926, ma venne poi rifatto dodici anni dopo; forse perché l’argomento era piuttosto stuzzicante: il film narrava infatti la storia della “macchina che giocava a scacchi” costruita nel Settecento dal barone Von Kempelen. Come noto si trattava di un falso: l’Automa – come fu subito battezzato il marchingegno – era manovrato da un uomo che vi si nascondeva all’interno (un capolavoro di ingegneria, in ogni caso), ma ci volle l’acutezza analitica di Edgard Allan Poe per smascherare l’inganno! Il tema ispirò negli anni successivi svariati piacevoli telefilm.

 

Tra i primi film sugli scacchi, il più importante e celebre resta “Chess Fever”, film muto diretto dal russo Vsevolod Pudovkin e girato durante il torneo di Mosca del 1925.

E’ la storia di un giovane scacchista che per la passione del gioco trascura la fidanzata. Un giorno lei riesce a liberarsi dal controllo dei genitori e spera di passare l’intera giornata sola con lui; lui invece la porta a vedere il grande torneo cui partecipa Capablanca (che aveva allora 37 anni e dal 1921 era campione del mondo); nel film si vede Capablanca in persona: anzi, il cubano interpreta sé stesso!

Il campione arriva all’Hotel Metropole di Mosca dove si svolge il torneo e nota nella hall una bella ragazza, tutta sola e con l’aria triste; è la fidanzata del giovane scacchista che non ha voluto entrare nella sala gioco per vedere il torneo: a lei gli scacchi proprio non interessano! Capablanca, grande “ammiratore” delle donne, le si avvicina e i due si mettono a parlare, con il campione incurante del tempo che passa: la ragazza è felice – è la sua rivincita sul fidanzato. Intanto in sala tutti attendono con ansia che il campione del mondo faccia finalmente il suo ingresso. Per la cronaca in quel torneo Capablanca arrivò terzo alle spalle di Bogoljubow e Lasker e molti commentatori hanno affermato che la sua mancata vittoria sia stato dovuta a qualche “avventura” di troppo….