Finale di partita di Samuel Beckett, a Teatro Ca’ Foscari

Giovedì 6 aprile alle 20.30, il Teatro Ca’ Foscari presenta Finale di partita di Samuel Beckett.
Premio Speciale Ubu – Premio Nazionale della Critica – Premio Speciale della Giuria 47^ Festival internazionale “Mess” di Sarajevo 

Uno spettacolo rivelazione, vincitore del Premio Nazionale della Critica e Premio Speciale Ubu, una partita a scacchi tra attori-giocatori che muovono le pedine e pedine-personaggi che muovono una delle storie più significative ed enigmatiche della drammaturgia del Novecento.

Samuel Beckett (premio Nobel) autore di “Aspettando Godot” imparò a giocare al Trinity College di Dublino quando era studente. Gli scacchi sono stati “qualcosa di molto stimolante nella vita di Beckett” scrisse il biografo di quest’ultimo, tanto da ispirare il romanzo “Murphy” (che ricorda Paul Morphy e anticipa Fischer) e una ventina di anni dopo la piece teatrale intitolata proprio  “Finale di partita”.

Negli Anni Trenta  a Parigi Beckett incontrò Marcel Duchamp, il celebre artista francese, grande appassionato di scacchi (e maestro nazionale francese) con il quale passò molte ore a giocare: erano entrambi interessati agli scacchi e in particolare al finale di partita.

Del libro scritto in collaborazione con Halberstadt, che Duchamp sicuramente mostrò a Beckett,  l’artista francese disse: “Quest’opera si occupa di quel particolare momento dei finali in cui tutti i pezzi sono perduti e non rimane sulla scacchiera che il Re con alcuni pedoni. Di questa particolare situazione di “pedoni solitari”, poi, è trattato solamente il caso ancora più particolare che si ha quando i pedoni sono bloccati e solo i Re possono giocare.”

L’origine scacchistica di “Finale di partita” è stata confermata dallo stesso Beckett, che scrisse: “Hamm è il re in questa partita a scacchi perduta fin dall’inizio. Fin dall’inizio egli sa di fare mosse senza senso…”
Confermò il critico Pierre Massot: “Attraverso i personaggi di Hamm e Clov, uniti dall’apparente rapporto di padrone e servo, attraverso la famosa presenza dei due bidoni per la spazzatura abitati da Nag e  Nell, genitori di Hamm, Beckett ha messo in scena una vera e propria partita a scacchi, specie quel particolare momento della fase finale nel quale tutti i pezzi sono stati scambiati e sulla scacchiera rimangono soltanto i re ed alcuni pedoni.”
In pratica le stesse parole di Duchamp.