La prima partita a scacchi spaziale

Nell’immaginario collettivo, quando si dice ‘scacchi’ si pensa subito alla Russia. In Russia, e poi in Unione Sovietica, gli scacchi ebbero una grandiosa diffusione dopo la rivoluzione d’ottobre del 1917, grazie ad un piano quinquennale proprio relativo al gioco, “sia per avvicinare le masse agli scacchi, sia per portare il livello dei maestri russi agli standard occidentali”.

Non stupisce quindi che anche i primi uomini lanciati nello spazio essendo russi sapessero giocare a scacchi, tanto che il giugno 1970 venne disputata la prima partita ‘spaziale’.

Da una parte i due componenti l’equipaggio della ‘Soyuz 9’, gli astronauti Vitaly Sevastianov e il comandante Adrian Nikolajev (marito di Valentina Tereshkova, prima donna ad andare nello spazio), dall’altra, dal Centro di controllo a Terra di Baikonur, l’addetto ai controlli Viktor Gorbatko e il generale Nikolai Kamanian. La partita fu giocata il 9 giugno, giornata di riposo per i due astronauti, tra la 141a e la 144a orbita della Soyuz, durò sei ore, anche perché doveva essere interrotta ogni volta che la navetta spaziale si trovava sulla faccia non visibile della Luna e terminò pari dopo 36 mosse.

Probabilmente la partita a scacchi non era stata programmata al momento della missione spaziale, ma l’idea di giocare sembra essere nata spontaneamente, visto che nella giornata di riposo sulla navetta non c’era molto da fare.  E’ possibile che gli astronauti avessero portato con sé una piccola scacchiera, ma è più probabile che usassero il computer di bordo: erano i primi anni dei computer ma gli scacchi vi erano già inseriti; non si dimentichi che ai lanci spaziali sovietici contribuiva Michail Botvinnik, campione del mondo dal 1948 al 1963.