Piero Ottone e gli scacchi

Piero-Ottone
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E’ morto oggi, a 92 anni, Piero Ottone, importante giornalista. In diversi suoi articoli accennò ad un suo interesse per il gioco degli scacchi: gli scrissi in proposito per saperne di più, mi rispose ogni volta e confermò “di conoscere le regole base”.

In particolare mi aveva colpito un suo scritto, da “Il buon giornale”.

“In Italia, a partire dal 1970, la lotta per il potere si è invece ridotta ai termini essenziali; è una lotta nuda, in cui sembra che il potere sia fine a se stesso. I protagonisti di questa lotta, Craxi, De Mita, Forlani, Andreotti, Natta, Spadolini, non si combattono nel nome di programmi diversi; non si contendono i posti di comando per conseguire determinati obiettivi; non discutono di argomenti concreti.  Sembra piuttosto che stiano disputando una partita a scacchi: il giocatore

cerca di battere l’avversario per il semplice gusto di batterlo, e soltanto a questo fine compie le sue mosse. Ho detto che questo modo di far politica si è instaurato in Italia in un certo periodo. Mi correggo. Una spiccata tendenza a giocare a scacchi è presente da quando è nata la Repubblica; forse esisteva anche prima ed è insita nel carattere nazionale. Giocavano a scacchi anche Saragat e Malagodi, quando decidevano improvvisamente di far cadere un governo o di concludere una

alleanza.”