5 anni fa il Parlamento Europeo dava il via all’insegnamento degli scacchi a scuola

bambini-scuola-scacchi
(foto tratta da https://www.icverdicafaro.gov.it/wordpress01/scacchi-a-scuola/ )

Esattamente cinque anni fa, il 15 marzo 2012, il Parlamento Europeo approvava la “Dichiarazione Scritta  50/2011” – presentata a norma dell’articolo 123 del regolamento –  nella quale si invitavano formalmente le Nazioni che fanno parte dell’Unione Europea ad inserire gli Scacchi tra le materie curriculari della Scuola.

Nell’occasione i Parlamentari Europei riconobbero gli aspetti profondamente culturali  degli Scacchi, che ne fanno, al di là del lato agonistico e tecnico, qualcosa di più di un semplice gioco e di uno sport, grazie anche e soprattutto ai molteplici legami con  la letteratura, la pittura, il teatro, il cinema, l’informatica, la musica, e molte altre materie e discipline.

Inoltre, come hanno ampiamente dimostrato numerosi studi scientifici, gli Scacchi sono ricchi di elementi educativi, formativi e riabilitativi che favoriscono la crescita dei giovani e si sono rivelati particolarmente utili per risolvere situazioni di disagio scolastico, bullismo, deficit cognitivi e favorire l’inserimento in un gruppo di portatori di handicap.

Come da prassi,  il Parlamento Europeo ha poi comunicato  ufficialmente ai Parlamenti nazionali ed ai Ministeri competenti i dettagli della “Dichiarazione”, che –  va sottolineato – è stata firmata da una netta maggioranza di eurodeputati (415 su un totale di 754) e che statisticamente solo il 15% circa delle proposte ottiene il quorum del 50% + 1 di firme richiesto per l’approvazione.

 

In questi cinque anni l’insegnamento degli scacchi è stato adottato da moltissime scuole italiane di ogni ordine e grado, dalla Primarie, ovvero le elementari, fino ai Licei Sportivi.

In questi giorni sono in corso le gare per il Trofeo Scacchi Scuola, manifestazione organizzata dalla Federscacchi nazionale con il coordinamento del MIUR, e sono diverse migliaia i ragazzi e le ragazze dai 7 ai 18 anni che stanno dando vita alla competizione.