Notazione scacchistica

Nel 1737 fu pubblicato a Parigi da Paul Emery il libro “Essai sur le jeu des Echecs”, autore Filippo Stamma, nato ad Aleppo, quindi di origine siriana. Il libro portava il “privilegio” del Re Luigi XV che concedeva a Stamma il permesso di farlo stampare in Francia.
Il libro, dedicato a Lord Harrington, Ministro e Segretario di Stato di Re Giorgio II, appassionato scacchista, analizzava 100 posizioni per spiegare i segreti del gioco, con regole generali per giocare bene e “rimediare all’esito della partita“ anche in casi apparentemente disperati.
Per quanto si trattasse di posizioni che per la quasi totalità rielaboravano materiale tratto dai testi di Polerio, Greco e Salvio, il libro risultò importante perché per la prima volta utilizzava un nuovo sistema di notazione scacchistica, antesignano di quella che oggi è nota come “notazione algebrica”.
Stamma identificava gli 8 pezzi nella posizione iniziale con le lettere maiuscole dell’alfabeto e cioè A, B, C, D, E, F, G, H. In questo modo la Torre di Donna era A e quella di Re era H; il Cavallo sul lato di Donna era B e l’altro era G, gli Alfiere erano C ed F, la Donna era D ed il Re era E. I pedoni erano tutti indicati con P. Le iniziali servivano anche a identificare le ‘colonne’. La posizione dei pezzi e dei pedoni veniva indicata da un numero da 1 a 8, partendo dalla prima casa della colonna fino all’ultima.
In questo modo, spiegava Stamma, scrivere per esempio “A.C.7” voleva dire “Torre di Donna nella settima casa della colonna C”.
Il merito di Stamma fu quello di aver dato l’avvio alla notazione cosiddetta algebrica che venne perfezionata da Mosè Hirschel, un ebreo prussiano che nel 1784 introdusse la notazione per le mosse in modo quasi moderno. Ecco un esempio della “notazione Hirschel”: 1.e2-e4 e7-e5 2. g1-f3 b8 -c6 3. f1-c4 f8-c5 4. c2-c3 g8-f6 ecc.: il movimento dei pedoni e dei pezzi è dato indicando “casa di partenza-casa di arrivo” senza indicare il pezzo che muove e senza indicare l’eventuale cattura un altro pezzo o pedone.
Da notare che oggi molti siti web e programmi per computer adottano – forse inconsapevolmente – la notazione di Hirschel.
La “notazione algebrica” attuale, come noto, definisce il pezzo con l’iniziale del nome ed ha fatto sparire i ‘punti’ usati da Stamma.