C’era una volta – Aggiornamento

A partire dal torneo di Parigi del 1878, dopo un certo numero di ore di gioco, di solito 5 (allora il tempo di riflessione era   di 2 ore e mezza per 40 mosse e 16 mosse per ogni ora successiva), le partite erano aggiornate – ovvero “sospese” – per essere riprese successivamente.

Al momento della sospensione, il giocatore cui toccava muovere doveva “mettere in busta”: scriveva cioè la mossa che aveva intenzione di eseguire (definita “mossa segreta“) su un foglietto e questo veniva sigillato all’interno di una busta, sulla quale era scritta la posizione raggiunta. La busta era conservata dall’arbitro. Alla ripresa, la busta veniva aperta, la “mossa segreta” veniva effettuata sulla scacchiera e la partita continuava, fino alla conclusione o fino ad un’altra sospensione. Nelle partite di Campionato del Mondo la ripresa avveniva il giorno successivo e di solito si giocava al   massimo per altre 4 ore. Ovviamente dopo la sospensione il giocatore poteva analizzare la posizione, consultare testi e farsi aiutare nella analisi dai suoi secondi.

In realtà, nell’Ottocento, il Regolamento proibiva l’analisi della partita sospesa; poi il divieto venne formalmente abrogato ma il farlo era considerato poco  cavalleresco; questa concezione durò almeno fino ai primi due decenni del Novecento, dopo di che l’analisi della partita sospesa, anche con il supporto di altri giocatori, divenne prassi comune. In particolare nei tornei ad alto livello e nei Campionati del Mondo, erano i secondi a passare anche l’intera notte ad analizzare, mentre il campione  dormiva: poi i secondi fornivano al campione le analisi con le continuazioni ritenute migliori.

L’avvento del computer, con la sua enorme capacità di analisi e l’introduzione dell’orologio Fischer, hanno portato alla abolizione delle partite sospese e oggi si gioca ad oltranza.