Isidoro Gunsberg

Isidoro Gunsberg
Isidoro Gunsberg

Isidoro Gunsberg nacque a Budapest il 2 novembre 1854; era dunque di origine ungherese, poi da ragazzo abitò per alcuni anni a Parigi e infine si trasferì a Londra e divenne cittadino inglese.

La sua prima apparizione in campo scacchistico risale al 1867, durante l’Esposizione di Parigi. Si presentò al Café de La Regence accompagnato dal padre e si misurò con Rosenthal, che nei primi incontri gli concesse il vantaggio della Donna; ben presto, però, il ragazzo si perfezionò, acquistando in reputazione. Era diventato una vera promessa, quando fu costretto ad un nuovo trasferimento per seguire la famiglia nelle sue peregrinazioni dovute al lavoro paterno. Così per una decina di anni non si sentì più parlare di lui fino a che nel 1876 riapparve a Londra, dove si stabilì definitivamente. Ripresa l’antica passione fece grandi progressi che lo portarono a vincere il torneo ad handicap della City di Londra del 1884, pur avendo dovuto dare il vantaggio di un pedone e della mossa (cosa comune a quell’epoca) a giocatori decisamente forti.

Dopo questo successo bruciò le tappe: nel 1885 vinse il torneo inaugurale della British Chess Association senza perdere alcuna partita; quindi si impose in un torneo ad handicap a Pursthell, infine vinse il torneo internazionale di Amburgo, precedendo giocatori del calibro di Blackburne, Weiss, Mason, Tarrasch ed English.

Nel 1888 è primo al torneo di Bradfort davanti a Mackenzie, l’anno dopo è terzo nel grande torneo di New York alle spalle di Cigorine e Weiss, ma sconfiggendo Cigorine in entrambi gli incontri.

A questi successi ne vanno aggiunti molti altri in tornei che potremmo definire ‘minori’, ma che fecero si che pochi altri giocatori dell’epoca ottenessero altrettanti risultati positivi come Gunsberg tra il 1885 e il 1889.

Considerato dunque tra i migliori giocatori in assoluto, Gunsberg fu invitato a battersi in un match con Cigorine. L’incontro iniziò all’Avana ai primi di novembre del 1889 e fu ‘sospeso’ in dicembre sul risultato di parità, 9 a 9 con 5 partite patte, senza arrivare come di consueto e come stabilito alla vigilia alla decima vittoria; gli organizzatori ritennero infatti che dopo una lotta così accanita ed entusiasmante non sarebbe stato giusto decidere il risultato in pratica con una sola partita.

Il pareggio con Cigorine aumentò ulteriormente il prestigio di Gunsberg, tanto che un gruppo di appassionati inglesi lo finanziò per una sfida contro Steinitz, valida per il titolo mondiale. Il match si svolse a New York dal 9 dicembre 1890 al 22 gennaio 1891.

Un gruppo di mecenati inglesi mise in palio 75 sterline che per due terzi sarebbero andati al vincitore e per un terzo allo sconfitto. A questa somma si aggiunse quella messa in palio dal Manhattan Chess Club, dove l’incontro venne giocato, consistente in 150 dollari per le spese ai due giocatori ed altri 150 a Gunsberg come contributo per il viaggio dall’Europa. In più ogni partita avrebbe fruttato 20 dollari al vincitore e 10 allo sconfitto, ovvero 10 dollari ad entrambi in caso di

patta. Previste venti partite, quattro alla settimana, vincitore del match chi per primo avesse ottenuto dieci successi; in alternativa vittoria a chi, dopo i venti incontri, fosse in vantaggio ai punti.

Dopo un pari nell’incontro iniziale, Steinitz vinse la seconda partita; seguì un’altra patta, poi due successi consecutivi di Gunsberg. Steinitz non si perse d’animo, vinse a sua volta due incontri e poi, dopo due patte, un altro; cosi dopo 10 partite il risultato era di 6 a 4 per Steinitz (con 4 vittorie contro 2). Seguirono una patta, una vittoria per parte, altre due patte e quindi un successo di Gunsberg: dopo 17 incontri il punteggio era dunque di 9 a 8 per Steinitz (con 5 vittorie a 4). Nel diciottesimo incontro Gunsberg forzò il gioco in posizione pari e perse. Steinitz non ebbe problemi a pattare l’incontro successivo e si aggiudicò il match una partita prima del limite.

Nonostante questa magnifica prova ed i suoi molti successi, Gunsberg non è mai stato considerato tra i ‘grandi’ della storia scacchistica; ma sicuramente a torto. In parte ciò è dovuto al fatto che dopo il match con Steinitz non ebbe più molte possibilità di giocare: sfidò Tarrasch, ma questi rispose che la sua attività di medico non gli lasciava il tempo per gli scacchi; sfidò Blackburne per un match da giocare all’Avana, ma gli organizzatori preferirono organizzare un nuovo match a Steinitz.

Così Gunsberg tralasciò sempre di più l’attività agonistica, per dedicarsi alla stesura di testi teorici e

al giornalismo scacchistico, con le rubriche per il ‘Daily Telegraph’ e per il ‘Morning Post’, rubriche che redasse per quasi trent’anni. Morì a Londra il primo maggio 1930.