Genova, donne scacchiste

genova-donne-scacchisteNel XVI e XVII secolo a Genova. le signore e signorine che giocavano a scacchi erano, stando alle cronache dei tempi, assai numerose.
Il motivo di tanta passione non sta purtroppo nella ‘bellezza degli scacchi, quanto nel fatto che a quell’epoca a Genova gli altri giochi erano tutti proibiti, come conferma una ‘grida’ del 18 gennaio 1622 “pubblicata per suono di tromba da Andrea Ghio, cintraco pubblico’ e così intestata: «Prohibitione delli giuochi di carte, dadi e simili e delle scommesse sopra le estrattioni del Seminario e delle scommesse sopra gravide’.
Questo divieto fu ribadito nel 1713, con nuove leggi che vietarono giochi ormai scomparsi come Biribis, Venturella, Bassetta, Faraone.
Gli scacchi invece erano leciti, come si legge nel capitolo VII degli “Statuti civili e criminali dell’isola di Corsica’ (isola che allora era sotto il dominio dei liguri): ‘Dichiariamo però essere leciti i giochi dei tarocchi, scacchi, tavoliero e altri giochi leggieri e di piccol momento, i quali non siano d’azardo”.  Ove ‘tavoliero’ sembra essere il gioco della dama, mentre con ‘leggíeri e di piccol momento’ si intendeva soprattutto che non v’era consuetudine di giocarli con in palio “pesanti” somme di denaro.