Fischerandom con Kasparov!

Dall’11 al 14 settembre a Saint Louis (USA) si giocherà un torneo con la variante “Fischerandom”, montepremi 250.000 dollari, principale protagonista Garry Kasparov; con lui giocheranno Nakamura, So, Giri, Vachier-Lagrave, Aronian, Svidler, Dominguez, Topalov e Shankland.

Verranno disputate partite di gioco rapido (25 minuti a testa) e partite ‘blitz’ (5 minuti a testa).

Per quasi tutti si tratta di un esordio in questa variante del gioco, tranne che per Nakamura che lo scorso febbraio ha giocato un match con Magnus Carlsen, perdendo 14 a 10.

“Fischerandom” è la “variante” del gioco proposta da Fischer per controbattere l’eccessiva teoria e lo strapotere dei computer. All’atto pratico si è visto che contro i software anche questo tentativo serve poco.

Fischer giocò la prima partita a “Fischerandom” il 19 giugno 1996 a Buenos Aires.

Il concetto base del “Fischerandom” è che la disposizione dei pezzi all’inizio della partita viene sorteggiata: delle molte combinazioni che teoricamente possono verificarsi, solo 960 sono utilizzabili, in quanto Fischer voleva che fosse garantito l’arrocco e che gli Alfieri fossero su case di colore opposto. I pezzi vanno ovviamente posti in modo simmetrico per i due colori.

Il nome ‘Chess960’ fu dato dall’organizzatore tedesco Hans-Walter Schmitt, presidente del club di Francoforte.

All’inizio degli Anni Duemila la variante ebbe un certo successo e per alcuni anni venne organizzato un torneo a Magonza, con anche l’istituzione di un Campionato del Mondo. Ma poi sono state giocate solo gare sporadiche.

Quella di Fischer non era però un’idea del tutto nuova: era già stata proposta nella prima metà dell’Ottocento dall’olandese Elias van der Hoeven e in precedenza, in embrione, da suo zio Jules Filippe van Zuylen Nyevelt, per i quali però tutte le combinazioni possibili erano accettate.

Il conte Jules Filippe van Zuylen Nyevelt (Rotterdam 5.1.1743 – Utrecht 20.2.1826) intraprese la carriera militare divenne generale, poi Consigliere di Stato e infine alto comandante delle truppe batave.

Come scacchista fu il primo trattatista olandese e fece tra l’altro studi approfonditi sui finali di Re e Pedoni. Ideò anche una scacchiera ‘per signore’ in cui i Pedoni erano rappresentati da cuori e la Donna da una stella a otto punte.

Tra gli insegnamenti ai principianti, consigliava di giocare le partite disponendo i pezzi dietro ai Pedoni a caso, ma in modo simmetrico per i due schieramenti.

Questa sua idea venne ripresa dal nipote Elias van der Hoeven (1778-1858) che fu un grande propugnatore della disposizione “casuale” dei pezzi sulla prima traversa, ma non sembra abbia trovato molti seguaci.

Comunque nel 1844 giocò due match con il colonnello P. Michaels, perdendo 5.5-3.5 quello a gioco classico ma vincendo quello con i pezzi messi in modo casuale per 5 a 1.

Inoltre nel 1851 a Baden-baden giocò la partita che segue con Van der Lasa (nero)

Posizione pezzi da a1 a h1: A T R T A D C C

1.Cf3 b5  2. d4 d6  3. Aa5 f6  4. Ce3 e5  5. De1 A:f3  6. e:f3  e:d4  7. T:d4 Ce7  8. b3 Cc6  9. Cd5 Tb7  10. Te4 Ag6  11. Ce7+ C:e7 12. T:e7 Cd7  13. De6 Dg8  14. D:g8 T:g8  15. Ad4 Ce5  16. A:e5 f:e  17. Rb2 Rd8  18. T:c7 T:c7  19. Tc1 Rd7  20. A:c7 R:c7  e il Nero vinse.

Si ha poi notizia di una partita che sarebbe stata giocata con questo sistema e vinta da Marshall a E. Cohn a Berlino nel novembre 1911

Posizione dei pezzi da a1 a h1 C A D T T C A R

Ancora relativamente alle anticipazioni del “Fischerandom”, va ricordata una lettera pubblicata sulla rivista L’Italia Scacchistica (agosto 1958, pag. 176-177)  a firma ing. Osvaldo Barber di Roma che scrisse “gli otto pezzi si possono permutare sulla linea di base in 5040 modi differenti  /…/ per ciascuna delle permutazioni i pezzi neri possono essere posti in posizione simmetrica o ‘antisimmetrica’, vale a dire che per entrambi i giocatori può iniziare dalla colonna ‘a’, oppure iniziare dalla ‘a’ per il Bianco e dalla ‘h’ per il Nero. /…/ Con 5040 posizioni possibili, si avranno 99.522 prime mosse da considerare, tenendo conto delle possibili posizioni dei Cavalli in a1 e h1 dove hanno disponibile una sola mossa invece di 2 come avviene sulle altre colonne.”

L’ing. Barber aggiunse poi: “Dalle molte partite giocate e dalle molte disposizioni tentate non mi è stato possibile rilevare particolari inconvenienti /…/ è ovvio che l’arroccamento potrà essere consentito solamente quando almeno una delle Torri si trovi su una delle colonne estreme ed il Re disti da essa di 3 o 4 caselle così come avviene attualmente. Fra le disposizioni possibili vi saranno quelle in cui i 4 Alfieri risulteranno tutti del medesimo colore, nonché quelle in cui uno dei giocatori avrà entrambi gli Alfieri bianchi e l’altro entrambi neri, cosicché la teoria dei finali potrà arricchirsi di numerosi casi nuovi.”