Enrique Irazoqui

Il nome di Enrique Irazoqui è sicuramente noto agli appassionati di cinema: nel 1966 fu scelto da Pasolini per interpretare la figura di Gesù Cristo nel film “Il Vangelo secondo Matteo”.
Nel giugno del 2011, 45 anni dopo le riprese, ha ricevuto la cittadinanza onoraria dalla città di Matera (dove il film fu girato).
Nato a Barcellona, 5 luglio 1944, vive a Cadaques dove ha organizzato vari tornei di scacchi – una volta vi prese parte anche Kramnik. Cadaqués, piccola città litoranea, si trova nel nord-est della Spagna. Molti artisti famosi sono vissuti qui, per esempio Picasso, Miró, Duchamp, John Cage e Salvador Dalí. Praticarono tutte le forme di arte e ne inventarono di nuove. E durante tali loro soggiorni, nei caffè vicini al mare, giocavano a scacchi con Irazoqui…. 

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Quando Enrique Irazoqui ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Matera, Il Riformista ha pubblicato (18 giugno 2011) una intervista che gli fece Cinzia Leone, dalla quale stralciamo alcuni brani, che ci danno anche nuove informazioni su Marcel Duchamp e lasciano intuire che anche Pasolini sapesse giocare.
Da Il Riformista, 18 giugno 2011, intervista di Cinzia Leone
“(…) Appassionato scacchista, Irazoqui non trova compagni di gioco: in crisi di astinenza di logica, calcolo e sfidanti, finisce per giocare con un computer.
«Era l’infanzia dell’intelligenza artificiale e i calcolatori ancora giocavano peggio degli uomini. Così ho fatto giocare un computer contro l’altro. Pura potenza di calcolo, capaci di immagazzinare tutte le possibili mosse, oggi giocano meglio.»
Da Borges a Bergman il giocatore che muove gli scacchi è una metafora divina.
Irazoqui oggi organizza il torneo tra computer più importante del mondo.
Ha iniziato a giocare da bambino.
Nell’estate del 1968, due anni dopo le riprese de “Il Vangelo secondo Matteo”, le sue partite sono con Marcel Duchamp: spettatori John Cage, Mimy Cohen e Teeney, l’ex moglie di Matisse.
«Marcel era il numero tre della squadra olimpica francese. La moglie non voleva che giocassi con lui perché dopo le partite con me passava notti insonni.»
Ha mai fato una partita a scacchi con Pasolini?
«Pierpaolo era molto competitivo: non ha mai voluto. Con me preferiva giocare a calcio dove era fortissimo. A scacchi giocavo con gli apostoli.»
Le combinazioni possibili in una partita a scacchi sono superiori al numero di atomi dell’universo: quando sbaglia il migliore giocatore?
«Quando non fa la mossa prevista dal computer fallisce quasi sempre. Le macchine non imparano nulla, ma la loro potenza di calcolo cresce in modo esponenziale, mentre il cervello umano non è migliore di 3000 anni fa.»
(…) Figlio di uno psichiatra freudiano e di una imprenditrice italiana di origine ebraiche («Mia madre era una Levi di Padova.») in Spagna nel passaporto è riportato anche il cognome materno.
Irazoqui, ha mai avuto problemi per quel Levi?
«In Spagna mai. Nel Bahrein, per un torneo di scacchi, ho anticipato l’eventuale problema chiedendo un lasciapassare a un principe di sangue reale.» (…)”

Alcuni dettagli scacchistici sono stati ribaditi in un’altra intervista fatta ad Enrique Irazoqui da Marco Cicala per ‘Il Venerdì’ di Repubblica nel 2013, ancora a Cadaqués.
“L’incontro avviene nel bar accanto a quello dove Irazoqui, giocatore precocissimo e temibile, batteva a scacchi Duchamp: «Era stato un asso, ma ormai aveva i suoi anni. Alla fine, la moglie Teeny mi pregò: “Evita le partite con Marcel, che poi la notte sta lì a rimuginare e non mi dorme”». C’era anche John Cage: «Simpaticissimo. Mai visto scacchista peggiore» sogghigna Irazoqui, che poi aggiunge: «A pallone Pasolini era forte. A scacchi invece non ha mai voluto affrontarmi».