Enki Bilal, ispiratore del chessboxing

Espone alla Galleria Nuages (via del Lauro 10) di Milano fino al 21 ottobre Enki Bilal artista fumettista, scenografo, regista (tra  i suoi film Bunker Palace Hotel, La Fiera degli immortali), nato a Belgrado nel 1951 poi parigino di adozione. Nel 2015 ha partecipato alla Biennale di Venezia. E’ considerato l’ideatore delchessboxing, lo sport combinato che unisce gli scacchi e il pugilato. “Nel chessboxing vedo lo specchio di una società dall’ambizione smisurata, che nel futuro dominerà il mondo grazie alla forza fisica e al potere mentale” ha affermato Bilal.

A Milano Enki Bilal espone una quarantina di opere, alcune tratte dal ciclo Chess Boxer, da cui ha avuto origine il chessboxing, lo sport combinato che unisce gli scacchi e il pugilato, proposto per la prima volta da Bilal nel suo graphic novel Freddo Equatore (Froid Équateur, del 1992).  In questo testo era immaginato un incontro di pugilato seguito da una sfida a scacchi. In realtà già una forma embrionale di chessboxing si trovava nel film finlandese del 1991 Uuno Turhapuro – herra Helsingin herra dove il protagonista giocava una partita di scacchi alla cieca mentre boxava

Nel 2001 Iepe Rubingh, ispirato dall’opera di Bilal, ideò una variante rispetto al libro: non un incontro di pugilato seguito da una sfida a scacchi, ma un’alternanza dei due sport. Fu l’idea vincente, che codificò lo sport dello ‘scacchi-pugilato’.

Oggi Rubingh è presidente della World Chessboxing Organisation (WCBO) la federazione mondiale, alla quale è affiliata la Federazione Italiana.

Lo scacchipugilato ha esordito ufficialmente ad Amsterdam nel 2003 con i primi incontri, ma per la definitiva consacrazione si dovrà attendere fino al 2012, quando venne organizzato un evento dedicato nell’austera sala da concerti Royal Albert Hall: da allora gli incontri vi si svolgono regolarmente. In Italia lo scacchi pugilato ha cominciato a diffondersi dopo i successi continentali di due portacolori della Boxe Spoleto, Sergio Leveque  e  Gianluca Sirci (campione europeo dei massimi dal 2009 al 2013).  Nel 2013 è nata ufficialmente la Federazione Italiana Scacchi Pugilato.

L’incontro è previsto sulla distanza di 11 round, 5 da 3 minuti di boxe vera e propria e 6 pure da 3 minuti nei quali si gioca una partita a scacchi, che viene di volta in volta interrotta e poi ripresa. Al termine del round di scacchi, ci si avvicina all’angolo dove si infilano i guantoni e il paradenti e si riprende la via del quadrato per disputare il round di pugilato, al termine del quale – tolti i guantoni e il paradenti – si riprende la partita a scacchi, e così via. Si può vincere l’incontro sia per KO o KOT nei round di pugilato sia perché nella partita a scacchi si è dato scacco matto all’avversario oppure questi ha esaurito il tempo a disposizione.

 

Sia il pugilato che gli scacchi hanno in comune tante e significative sfaccettature. La strategia di un combattimento di boxe è pari a quella che un giocatore di scacchi deve mettere in essere durante la sua partita. Lo sforzo psicofisico che viene richiesto ai due contendenti è estremamente elevato in quanto le due discipline  spingono gli atleti al loro limite, sia sul piano fisico che su quello mentale e quando, al suono del gong che decreta la fine del round di pugilato, dopo essersi sfilati i guantoni, ci si accinge a sedersi davanti alla scacchiera, lo sforzo psicologico che serve per tornare a parlare di scacchi, che necessita per addentrarsi nuovamente nella strategia delle varie “ mosse” è davvero tanto.

 

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