Centenario Rivoluzione Russa…e scacchi

Ricorre quest’anno il centenario della Rivoluzione Russa.Forse non tutti sanno che un dei piani quinquennali concerneva proprio gli scacchi

In Russia gli scacchi ebbero la loro maggiore diffusione dopo la rivoluzione d’ottobre del 1917, grazie ad un piano quinquennale proprio relativo al gioco,”sia per avvicinare le masse agli scacchi elevandone il livello culturale, sia per portare il livello dei maestri russi agli standard occidentali”. Il piano quinquennale, pianificato da Lenin, portò ad avere un incremento enorme del numero di giocatori nel giro di pochi anni: 150.000 tesserati nel 1929, 500.000 nel 1934, nel 1966 (censimento ufficiale) 3.540.000 più milioni di praticanti non tesserati). Nel 1920 Ilyin-Zhenevsky propose di inserire scacchi nel programma di addestramento militare per sviluppare le capacità mentali. Dal 1924 scacchisti poterono diventare Maestri dello sport con i relativi benefici e anche concorrere al titolo di “sportivo dell’anno”: il primo a conquistare questo ambito titolo fu Paul Keres nel 1953. Nel 1925 il regista Pudovkin testimoniò l’enorme interesse suscitato dal torneo di Mosca, primo torneo finanziato dalla Stato, con la realizzazione del film-documentario “La febbre degli scacchi”. Gli scacchi arrivarono in Russia tra l’8’ e il 10’ secolo d.C. Il nome originale dei pezzi in russo è rimasto sostanzialmente inalterato fino ad oggi: il Re si chiamò “Karol” o “Czar”, con il secondo termine che proviene dal latino Caesar, e il primo da Carlo Magno. Il contadino/soldato (Pedone) divenne “pieska”. Il Cavaliere “Kon”, cioè Cavallo. L’Elefante (in italiano Alfiere) mantenne il suo nome arabo, semplicemente tradotto in russo: “Slon” Rimase praticamente con il suo nome anche il Consigliere (la nostra Regina o Donna) divenuto “Fers” da “Farzin”. Già nel primo manuale di scacchi russo, stampato nel 1821, Ivan Aleksandrovic Butrimov scrisse: “Questo antico nome, ferz’, è stato conservato solo in Russia: in tutte le altre lingue europee viene chiamato regina”. Da questa osservazione lo scacchista pietroburghese non trasse conclusioni esplicite, ma sottolineò una forte prova di tipo filologico a favore dell’arrivo degli scacchi in Russia direttamente dalla Persia. Il pezzo che ha il nome più singolare in russo è la Torre: in origine rappresentava il carro da guerra o da trasporto, ma questo mezzo era poco usato nella Russia dei principi Variaghi, il nome russo dei Vichinghi. Era un mondo d’acqua, nel quale d’inverno si correva sulle slitte e nella “bella stagione” si viaggiava dalle rive del mar Baltico, risalendo i fiumi, e poi scendendo lungo i fiumi del versante opposto fino al Mar Nero o al Mar Caspio: così il Rukh divenne “Ladja”, cioè barca! Date importanti: Nel 1821 apparve il primo manuale in russo scritto da I. Butrimov. Dal 1830 vennero pubblicate le prime rubriche sui giornali e nacque il circolo San Pietroburgo. Verso la fine del 1800 il gioco cominciò a diventare popolare grazie ai successi di Tchigorin (Cigorine). Tornei internazionali della Grande Russia Imperiale a San Pietroburgo: 1895, 1909, 1914 Mosca 1896-7: campionato mondiale Lasker – Steinitz (durò 70 giorni). ( foto tratta da https://ndnews.it/it/politica/2456.html )