Il capo della Federazione Internazionale degli Scacchi si è dimesso, anzi no

Sul sito della FIDE, la federazione scacchistica internazionale (www.fide.com) è stata pubblicata una lettera nella quale si annunciavano le dimissioni di Kirsan Ilyumzhinov, presidente dal 1995. Ma è stata pubblicata anche una lettera nella quale Ilyumzhinov dice che non è vero, che non si è dimesso e che ha intenzione di restare fino alla scadenza del mandato, nel 2018.

Tutto sembra nascere dal fatto che Ilyumzhinov alcuni mesi fa è stato inserito nella‘black list’ dalle autorità USA come persona non gradita a causa delle molte accuse di brogli e di connivenza con personaggi poco affidabili e quindi non può recarsi negli Stati Uniti; per questo non ha potuto per esempio presenziare al Mondiale tra Carlsen e Karjakin a fine 2016.

Lunedì 27 marzo è apparsa sul sito della FIDE una lettera a firma di Nigel Freeman, Executive Director, in cui si annunciava che Ilyumzhinov aveva dato le dimissioni nella riunione del Comitato Direttivo tenutasi ad Atene il 25 e 16 marzo e pertanto si convocava una riunione straordinaria del Presidential Board per l’11 aprile per decidere il da farsi.

Ma subito giungeva la smentita di Ilyumzhinov, che affermava di aver detto solamente di essere disposto a dimettersi qualora ciò servisse per il bene della FIDE, ma di non aver mai formalizzato le dimissioni e di voler invece restare fino alla scadenza del mandato, ovvero fino alle prossime elezioni previste nella seconda metà del 2018.

Poi Ilyumzhinov ha detto che la riunione straordinaria è inutile e che sarebbero soldi buttati al vento

 

Nato il 5 aprile 1962 a Elista nella Repubblica autonoma di Calmucchia (Federazione Russa), Ilyumzhinov si è laureato all’Istituto di Stato per gli Affari Esteri di Mosca (una delle scuole più esclusive della Russia); parla fluentemente giapponese e russo.

Ha imparato a giocare a scacchi dal padre Nikola subito prima di andare a scuola; ma era anche appassionato di box, così fino ai 13 anni ha praticato entrambe le attività. Poi il preside gli consigliò di smettere con la boxe: ’I pugni alla testa potrebbero rovinare il tuo magnifico cervello di scacchista’ gli disse.

Nel 1990 entrò nel mondo degli affari e in un paio di anni si è trovato ad amministrare una cinquantina di aziende di vari settori, dal bancario all’assicurativo al petrolifero, acquisendo una ampia fortuna personale. Il 12 aprile 1993 venne eletto presidente della Calmucchia (lo è rimasto fino al 2010).

Nel 1995 ha sostituito il dimissionario Florencio Campomanes alla presidenza della FIDE come presidente incaricato e ne è diventato presidente effettivo nel settembre 1996.

Da allora ha organizzato gare e tornei soprattutto in Calmucchia (ad Elista – definita la città degli scacchi –  un intero quartiere è stato costruito con gli edifici a forma di pezzi degli scacchi) e in Russia, sfruttando la amicizia con Boris Yeltsin e poi Vladimir Putin.

Negli anni successivi è sempre riuscito a farsi rieleggere alla presidenza della FIDE – nonostante la sempre crescente opposizione delle nazioni occidentali – battendo ai voti il belga Bessel Kok a Torino 2006, poi successivamente i due campioni del mondo Kasparov e poi Karpov.

Tra gli effetti positivi l’essere riuscito a far entrare la FIDE nel CIO (Comitato Olimpico Internazionale) ed essere stato uno dei primi a far introdurre ufficialmente lo studio degli scacchi nella scuola cominciando dalla Calmucchia.

Da ricordare che Ilyumzhinov è balzato agli onori della cronaca quando ha affermato di essere stato rapito per alcune ore da una astronave aliena nel 1997, affermazione ribadita poi più volte l’ultima delle quali nel 2011 in una intervista al New York Times

Un Presidential Board Straordinario è stato convocato per l’11 aprile.