Bogdanov e Lenin in una partita a scacchi nel 1908

Bogdanov-Lenin ScacchiFotografia tratta dalla biografia del logico matematico statunitense di origine morava Kurt Friedrich Gödel (Brünn, oggi Brno, 1906 – Princeton USA 1978) di Gianbruno Guerrerio (I grandi della scienza – Le Scienze, Milano n. 19/2001 pag. 11). Raffigura una partita a scacchi fra il filosofo ed economista russo Aleksandr Aleksandrovic Bogdanov (pseudonimo di Aleksandr Malinovskij) (Tula 1873 – Mosca 1928) e il politico russo Nikolaj Lenin (pseudonimo di Vladimir Il’ic Ul’janov) (Simbirsk, dal 1924 Uljanovsk, 1870 – Mosca 1924) giocata a Capri nel 1908 ospiti del narratore e autore drammatico russo Maksim Gorkij (pseudonimo di Aleksej Maksimovic Peskov) (Niznij Novgorod, dal 1932 Gorkij, 1868 – Mosca 1936).
La notissima fotografia, importante nella biografia del grande rivoluzionario, fu scattata tra il 10 e il 17 aprile 1908 a Capri, sulla terrazza della villa Blaesus, sovrastante la via Krupp.
Maksim Gorkij, che si vede seduto sulla balaustra, accanto a Natalija Bogdanova (in piedi), osserva pensoso Lenin e il compagno rivoluzionario Aleksandr Bogdanov che giocano a scacchi.

maksim-gorkij
foto tratta da http://www.nonsolobiografie.it/biografia_maksim_gorkij.html

Non tutti sanno, però, che Gorkij, già scrittore di fama mondiale, visse nell’isola ben sette anni, dopo avere lasciato la Russia all’indomani della rivoluzione del 1905, e mise l’abitazione, così come villa “Spinola” (o villa Behering) e villa “Serafina” (oggi villa Pierina) dove abitò successivamente, a disposizione, come veri e propri centri di accoglienza, per un numero sempre crescente di emigranti russi: scrittori più o meno famosi, musicisti, artisti, esuli, con lo scopo di creare una scuola per propagandisti rivoluzionari.
Lenin si era ivi recato per convincere il grande scrittore sovietico, data l’atmosfera troppo “spiritualistica” che Gorkij e Bogdanov vi facevano regnare, che stavano “sbagliando strada”. Pechkov, ovverosia il giovane Zinovij Sverdlov (1884-1966), rinnegato dal padre e adottato da Gorkij con il suo proprio nome di Peskov, naturalizzato francese nel 1923, appare nella fotografia tra Gorkij e la moglie di Bogdanov.
Pechkov, come il suo nome venne trascritto in Francia, durante la prima guerra mondiale si arruolò come volontario nell’esercito francese, fu ferito gravemente e perse un braccio; venne poi inviato presso l’armata bianca dell’ammiraglio Kolcak, divenendo, in anni successivi, dopo avere raggiunto nel 1941 a Londra De Gaulle, diplomatico e militare di prestigio, generale, cavaliere della Legione d’onore. Conservò sempre un atteggiamento negativo nei confronti della rivoluzione bolscevica.

L’emblematica fotografia è una delle rare che mostra Lenin in esilio. Nei vari anni l’immagine ebbe diversi rimaneggiamenti: scomparve Vladimir Bazarov-Rudnev (in piedi, dietro a Lenin), figlio del medico curante di Lev Tolstoj e uno dei migliori economisti sovietici, perché condannato nel 1930, nell’ambito dei primi processi staliniani, per attività controrivoluzionarie e deportato insieme a migliaia di economisti, ingegneri e funzionari. Così come scomparvero, come indesiderabili, dalla stessa fotografia, l’editore Ivan Ladyznikov (seduto, accanto a Lenin), A. Ignatev (seduto, tagliato dall’inquadratura) e Pechkov.
L’avversario di Lenin, certamente meno forte ma che -a giudicare dalla posizione dei pezzi- stava probabilmente vincendo la partita, Bogdanov (morto nel 1928, scrittore, scienziato e filosofo ferocemente contestato nel saggio “Materialismo e empiriocriticismo”), per ovvie ragioni, non potrà mai essere eliminato. In compenso, sarà citato molto raramente nelle didascalie.

I riferimenti sono citati nel libro di Vittorio Strada “L’altra rivoluzione” (ed. La Conchiglia, 1994), che racconta la “Scuola di Capri” che vide riuniti nell’Isola un gruppo di russi, dissidenti rispetto alle posizioni leniniane.