Arrigo Boito – centenario della morte

Il 10 giugno ricorre il primo centenario della morte di Arrigo Boito. Il celebre poeta e musicista fu anche grande appassionato di scacchi: fu uno dei primi soci della Società Scacchistica Milanese fondata nel 1881 e seguì di persona il forte torneo organizzato a Milano quell’anno.

Boito, nato a Padova nel 1842 e morto a Milano nel 1918, è stato ritenuto tipico rappresentante del Romanticismo italiano. Oltre che di opere musicali, (la più nota il “Nerone”, postuma) fu fecondo autore di poesie per musica e librettista di Verdi (Otello, Falstaff) e di Ponchielli (Gioconda).

Si cimentò con successo anche in scritti e racconti, dei quali forse il più noto è proprio quello a soggetto scacchistico dal titolo “L’Alfiere Nero”.

Giocava spesso frequentando il salotto della contessa Clara Maffei in via Bigli e in alcune serate giocò anche proprio con Giuseppe Verdi.

Di lui gli scacchisti ricordano in particolare il biglietto che inviò all’editore Giulio Ricordi, il 24 aprile 1897, in occasione di una visita a Milano del campione del mondo di scacchi Emanuele Lasker.

“E’ arrivato Lasker! O Giulio, quest’oggi dovevo pranzare a casa tua e – fatalità – arriva Lasker! Il campione del mondo di scacchi, sì, proprio lui! E mi è fatta violenza estrema per farmi desinare ad un desco dove lui, Lasker, sarà festeggiato. Lasker, il grande, parte domani e sarei vituperato se non pranzassi con lui! Perdon, perdono, perdonami! Mi inviterò a casa tua un altro giorno, o Giulio; oggi – ahimè – non attendermi. Pensa che c’è il Lasker a Milano!”

Purtroppo l’originale è andato perduto dato che non è nel ricco Archivio Ricordi.