Il Filocolo di Giovanni Boccaccio

Giovanni Boccaccio (1313-1375) apprese il gioco a Napoli, alla corte di re Roberto d’Angiò, presso cui si era trasferito nel 1330, dove gli scacchi erano giocati assiduamente da tutti.

Nella biblioteca di corte, nel 1331, risultano inventariati libri di scacchi che per il Boccaccio, data anche l’amicizia col bibliotecario Paolo Perugino, fu di certo agevole consultare.

Nel Decamerone ci sono molti altri passi in cui si accenna al gioco degli scacchi, ma l’opera più importante di Boccaccio sotto l’aspetto scacchistico, è il “Filocolo”.

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Franz Kafka

Franz Kafka (3.7.1883-3.6.1924), il noto scrittore, sapeva giocare a scacchi, ma non dimostrò mai grande interesse al gioco né vi si dedicò mai a livello agonistico.

Imparò a giocare da giovane, forse nel periodo dell’università, anche per gli echi dei successi di Akiba Rubinstein, come lui ebreo.

Grazie alle foto d’epoca, è certo che abbia giocato contro il celebre cubano Capablanca che si esibiva in simultanea a Praga nel 1911.

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